|
|
Varietà di ulivo: le cultivar
|
Come
precedentemente detto, oltre il 97% delle piante di olivo sono della
varietà Nocellara del Belice; cultivar di modesto sviluppo,
con rametti a frutto penduli, autoincompatibile, con produttività
costante, frutto grosso (5 - 7 grammi) di formi quasi sferica, polpa
soda e croccante, colore verde intenso prima dell'invaiazione che
i maturazione diventa rosso vinoso. La polpa rappresenta l'85% dell'intera
drupa, la resa in olio si aggira intorno al 18-20%, la qualità è ottima;
per questo motivo è considerata cultivar a duplice attitudine (olio-mensa).
Questa varietà, predilige terreni freschi e sciolti, anche se riesce
a dare produzioni soddisfacenti in condizioni pedologiche non ottimali.
Il rimanente 3% di piante è rappresentato dalle cultivar Buscionetto, Giarraffa,
Cerasuola o Palermitana. Il loro unico scopo è quello di impollinare la
Nocellara del Belice, con esclusione della Cerasuola, dato
che è androsterile.
La cultivar Buscionetto (Biancolilla di
Caltabellotta) ha un vigore contenuto e la chioma espansa- la varietà
parzialmente autocompatibile; produce ad anni alterni frutti la cui resa
in olio è del 16-23%. La qualità dell'olio è buona, la conservabilità ottima;
buona è la resistenza alle principali malattie. La plasticità di adattamento
è notevole.
La cultivar Cerasuola (sin. Palermitana)
è assurgente ed ha un vigore elevato. La pianta è androsterile, con produttività
elevata. La resa in olio è superiore al 20%, la qualità è buona. La cultivar
ha una buona plasticità di adattamento.
La cultivar Giarraffa ha un vigore medio e
chioma assurgente. È parzialmente autoincompatibile, con una produttività
media e costante negli anni. Il frutto è grosso, precoce nell'ingrossamento,
utilizzato come oliva da tavola, sia in verde che in nero; la resa in olio
è bassa (15-17%), la qualità discreta.
|
|
|