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La Nocellara del Belice - Ambiente fisico
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Sezione Operativa n. 78 - a cura di Antonino Cappello
e Filippo Salvo
AMBIENTE FISICO
La
SOAT n. 78 opera nei territori dei Comuni di Castelvetrano e Campobello
di Mazara, in provincia di Trapani, dove il settore agricolo rappresenta
una fonte primaria di reddito. Le colture più importanti del comprensorio
sono l'olivo, la vite, gli agrumi e le orticole di pieno campo, con
una superficie agricola utilizzata (SAU) complessiva di ettari 21.000
circa.
Castelvetrano. Il territorio occupa la parte più meridionale ed
orientale della provincia di Trapani. Confina ad est con Partanna e Menfi,
ad ovest con Mazara del Vallo, a sud con il mare Mediterraneo ed a nord
con Salemi e Santa Ninfa.
Il territorio è parte in collina (nord-ovest) parte in pianura (sud-ovest);
il sito più alto del territorio è a m 314,80 sul livello del mare (case
dell'ex feudo Fartaso).
Campobello di Mazara. Il territorio è quasi tutto in pianura;
Confina ad ovest con Mazara del Vallo, a nord e ad est con Castelvetrano,
a sud con il mare Mediterraneo.
La maggior parte del territorio dei due Comuni è in leggero declivio e quote
prevalenti comprese fra 30 e 170 metri s.l.m., tranne le contrade di Fartaso
e Favara che si trovano a poco più di 300 m s.l.m. Il terreno agrario risulta
piuttosto stabile e l'erosione è limitata. Le sole pianure alluvionali
si trovano lungo gli argini dei fiumi Modione e Belice, mentre le
dune litoranee sono presenti lungo la costa, tra Punta Granitola e Marinella
di Selinunte.
Da un punto di vista pedologico, i terreni presenti nella zona sono abbastanza
complessi- nella fascia costiera prevalgono i suoli molto sciolti
conosciuti come "Suoli rossi mediterranei" ed hanno un contenuto
medio-basso in azoto, sostanza organica e potassio assimilabile; discrete
sono le riserve in fosforo. Mentre nelle zone interne, prevalgono i suoli
bruni con profilo più sviluppato, con capacità agronomica elevata, ricchi
in potassio e più elevato, anche se in taluni casi il loro limite è costituito
dalla eccessiva argillosità o da accumuli di sali.
Il clima della zona è di tipo mediterraneo, caratterizzato da inverni
miti ed estati calde, con frequenza di annate semi-aride o caldo-aride.
Differenze di un certo rilievo dal punto di vista climatico caratterizzano
l'intero territorio dei due Comuni.
In particolare, tali differenze riguardano soprattutto le temperature, per
le quali i valori medi annui si aggirano intorno a 19 'C in contrada Canalotto,
a m 60 s.l.m. (pianura), e sono invece di un grado inferiore in contrada
Seggio, a 220 metri di quota (bassa collina); le stesse differenze si riscontrano
poi sia per valori medi delle minime che per quelli delle massime.
Il regime pluviometrico è simile per entrambe le zone, con il tipico
andamento stagionale caratterizzato da estati siccitose e da piogge concentrate
durante i mesi autunnali e invernali, che raggiungono un totale medio annuo
di 436 millinietri.
Lo scirocco
Lo scirocco spira da sud-est soprattutto in aprile-maggio
ed agosto, con una considerevole velocitì, recando danni alle varie colture,
e soprattutto ai vigneti, agli agrumeti ed anche agli oliveti in prossimità
della fioritura (disseccamento dei fiori).
Il maestrale
Il maestrale è un'altro vento nocivo in inverno inizio primavera.
L'approvvigionamento idrico è garantito dalle acque provenienti dalla diga
"Garcia", sul fiume "Belice", e dal lago
"Arancio", sul fiume "Carboj", oltre che
dall'invaso "Trinità", sul fiume "Delia".
Attualmente viene irrigata circa il 70% della SAU dei due Comuni, tramite
le acque dei tre invasi, di laghetti collinari e di numerosi pozzi trivellati.
L'attuale ordinamento colturale delle aziende agricole nei due Comuni va
sempre più spostandosi verso l'olivicoltura sia da mensa che da olio; dai
dati dell'ultimo censimento agricolo del 1990, rielaborati ed integrati
dai tecnici della SOAT, l'oliveto e il vigneto rappresentano le colture
più importanti, con una incidenza superiore al 70% della SAU. Le altre
colture presenti nel territorio sono l'agrumeto, il frutteto, le ortive
di pieno campo, mentre negli areali interni predominano i seminativi.
L'olivo rappresenta una costante notevole nel paesaggio agrario del territorio;
infatti, sono coltivati ad oliveto complessivamente ettari 8.000 circa,
quasi tutti in coltura specializzata.
Gli impianti olivicoli esistenti hanno una densità che oscilla da un minimo
di 120 piante ad un massimo di 200 piante per ettaro. In qualche oliveto
di recente costituzione si possono trovare fino a 240 piante; il sesto più
ricorrente varia da m 10x10 a m 7,50x7,50; oltre il 50% delle piante ha
una etì compresa fra i 20 e i 100 anni.
Le contrade
Le contrade più intensamente coltivate ad oliveti per Castelvetrano sono:
Seggio, Dimina, Cavallaro, Latomie, Canalotto e Bresciana, mentre, per Campobello
di Mazara sono: Campana , Recasale e Fontanelle.
Le DOP "Nocellara del Belice" e "Valle
del Belice"
L'olivicoltura
della zona è rappresentata da una cultivar prevalente, la "Nocellara
del Belice", che da sola copre il 97% del panorama varietale
locale, utilizzata sia come oliva da tavola in verde che per l'oleificazione.
Qualche anno fa sono stati presentati due disciplinari di produzione
per l'ottenimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP) sia
per l'oliva da mensa che per l'olio. Il 21 gennaio del 1998, dopo
4 anni di istruttoria, è stata approvata dalla Ue con il Reg. N.
134/98 la Denominazione di Origine Protetta per le olive d tavola,
denominata "Nocellara del Belice", comprendenti
i Comuni di Castelvetrano, Campobello di Mazara e Partanna; mentre
la DOP per l'olio, denominata "Valle del Belice",
attualmente è in corso di riconoscimento e comprende i Comuni
di Castelvetrano, Campobello di Mazara, Partanna, Santa Ninfa, Salaparuta
e Poggioreale.
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