Arenamenti e naufragi nella marina di Castelvetrano
Piraterie nella marina di Castelvetrano
La borgata Marinella
La borgata Torretta
Tonnare nel litorale di Castelvetrano
Commercio allo scalo Brucia
La funzione dell'"Aurora" a Castelvetrano
Cenni sul fontaniere napoletano Orazio Nigrone

G. B. FERRIGNO – GUIDA DI CASTELVETRANO

LA BORGATA MARINELLA

La borgata Marinella sorge tira i fiumi Modione e Belice, a levante dell'acropoli di Selinunte e a mezzogiorno dei templi orientali.

Vi si perviene sia con la strada ferrata Castelvetrano - Selinunte, sia per lo stradale che in gran parte costeggia la ferrovia, dopo un percorso di poco più di tredici chilometri.

Lo scalo bruca
È posta sullo scalo che porta ora lo stesso nome della borgata e prima era chiamato scalo di Bruca o la Cala della Bruca, secondo Camillo Camiliano nella sua "Descrizione delle marine del Regno di Sicilia".
Questo scalo fu per parecchi secoli ancoraggio alle navi che venivano a caricare ed esportare i famosi vini ed altri prodotti del nostro territorio. Ora questo traffico è quasi completamente sparito, in grazia alle nuove comunicazioni.

La torre di Forte Polluce
La torre del forte di Polluce (ora incorporata all' edilizio della direzione delle antichità di Selinunte), erettavi nel 1585, proteggeva, quando vi riusciva, le barche dalle incursioni barbaresche.

La pesca delle sardelle
La spiaggia, quasi sempre deserta, si animava, come si anima tuttavia, nei mesi dal maggio al settembre per la pesca delle sardelle, esercitata da circa un centinaio di barche appartenenti a pescatori di Palermo, Porticello, S. Flavia, Castellammare del Golfo, Mazzara ecc.

I bagnanti di Castelvetrano e dei paesi circostanti
Dal luglio al settembre la spiaggia è animatissima pel gran numero di bagnanti di Castelvetrano e dei paesi circostanti, numero che ora, da che è in esercizio la strada ferrata è considerevolmente accresciuto. Da parecchi anni vi si impianta uno stabilimento balneare frequentatissimo.
Poche capanne e poche baracche sorgevano sulla spiaggia abitate nei mesi estivi all' occasione della pesca delle sardelle. Cessata la pesca, nessun' anima viva restava sul luogo.

I "nuovi" confini demaniali
Per moltissimo tempo, oltre la casina del principe Pignatelli, il solo fabbricato esistente, a cavaliere dell'approdo, non vi fu se non la casa Consiglio, allora semplice magazzino di legname, edificato nell'anno 1729 sul terreno che con atto del 17 novembre 1721, a rogito di notar Antonio Fratello, il Rev.mo canonico don Giovan Battista Noto, qual secreto e procuratore dell'Ecc.ma donna Giovanna d'Aragona Pignatelli Cortes, duchessa di Terranova e di Monteleone, principessa del Sacro Romano Impero e di Castelvetrano, viceregina di Sicilia, concesse a Giovan Grazio Consiglio del Regno di Napoli ed abitante in Castelvetrano.

Dopo l'emanazione del sovrano rescritto 28 febbraio 1853, e precisamente dal l862 in poi, i signori principe Pignatelli e dottor Luigi Consiglio concessero ad enfiteusi il suolo su cui sorgono gli attuali fabbricati della Borgata Marinella, ritenendo che quelle aree fossero comprese entro i limiti a mare delle rispettive proprietà.
Anche il commendatore Ignazio Florio ritenne, in virtù del suo atto di acquisto -27 agosto 1869, che gli appartenesse il suolo sottostante alla strada carrozzabile Marinella - Castelvetrano, e al 13 maggio 1877 fece le prime concessioni di terreno per fabbricare.
Ma l'amministrazione marittima, venuta in seguito a conoscenza che una parte dei terreni suddetti, compresi quelli sottostanti alla strada carrozzabile, facevano parte della spiaggia della Marinella detta "Scalo di Bruca" e che quindi illegalmente erano stati concessi in enfiteusi da privati e inoltre che altri terreni, facenti parte della spiaggia stessa, erano stati abusivamente occupati, iniziò le opportune pratiche per constatare prima le illegittime occupazioni e indi per indurre i signori Consiglio, principe Pignatelli, comm. Florio e gli altri occupatori a prestarsi alla delimitazione dei terreni, fissando definitivamente i confini tra le proprietà private e le demaniali.
La qual cosa venne fatta, in linea di transazione, come dal relativo verbale (donde abbiamo tratto le presenti notizie) del 15 febbraio 1892, omologato dal Tribunale civile di Trapani a' 19 maggio dello stesso anno, ed approvato dal Ministero della Marina con dispaccio n. 2940, div. 15., sezione 2. del 31 maggio 1892.