TrapaniHotels.net  
  
fede
  • Trapani: la Processione dei Misteri

  •   > Dalla Licenza alla Coronazione..
      > Da Ecce Homo a L'Addolorata
  • I riti della Settimana Santa
  • L'Aurora di Castelvetrano
  • Marsala: la Processione dei Misteri
  • Trapani, Provincia Naturale della Fede

    I riti della Settimana Santa

    I riti della Settimana Santa hanno inizio con la Domenica delle Palme e terminano con la domenica di Pasqua; durante questo periodo si susseguono tutta una serie di manifestazioni, riti, funzioni e rappresentazioni che a volte rientrano nel cerimoniale del passato della stessa Chiesa cattolica, altre volte rispecchiano tradizioni che il tempo ha cancellato e che la memoria popolare ha conservato trasformandole.

    Nel passato i riti processionali miravano a sollecitare il pentimento dei peccati commessi e a far celebrare con animo rinnovato la Pasqua.

    LA DOMENICA DELLE PALME

    In questo giorno presso tutte le chiese parrocchiali si trovano grandi cesti di rametti d’ulivo e di palme intrecciate, essi sono la forma modestissima di una antica e ricca tradizione mediterranea che rievocava l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Tale giorno, secondo un’antica tradizione popolare, era indicata "Pasqua Fiorita".

    In questo stesso giorno viene organizzata a Buseto Palizzolo una processione che rievoca in tredici sequenze la passione e la morte dei Cristo. I figuranti, disposti su tredici carri trainati dai trattori rimanendo perfettamente immobili, sfilano la domenica pomeriggio per le vie dei territorio busetano.

    MARTEDÌ

    Nel pomeriggio si svolge a Trapani la prima processione di Maria Addolorata che tradizionalmente apre i riti processionali della Settimana Santa dei Trapanese. il piccolo quadro, che durante l’anno è custodito nella chiesa del Purgatorio, viene condotto attraverso le strade del centro storico e la sera è collocato in una cappella provvisoria in Piazza Lucatelli dove la sacra immagine sosta per tutta la notte tra le preghiere dei devoti e i commenti dei visitatori.

    Questa rappresentazione dell’Addolorata è invocata come Maria Madre di Pietà dei Massari, per questo il quadro viene portato dai massari e la manifestazione viene realizzata a loro spese. Tali portatori sono gli ultimi componenti dell’antica associazione "Società Bajolorum".

    MERCOLEDÌ

    Sempre a Trapani si svolge un secondo rito processionale dela Madonna Addolorata la cui sacra immagine viene invocata come "Matri Pietà du populu", Maria Madre di pietà del popolo. La processione, istituita dalla Compagnia di Sant’Anna nel 1724, subito fu oggetto di sentita e numerosa partecipazione, tanto che tre anni dopo il vescovo di Mazara per la particolare devozione popolare concesse ai partecipanti quarantatré giorni di indulgenza.

    Il quadro oggetto di questa particolare devozione è custodito e condotto in processione dai fruttivendoli e durante l’anno è custodito nella chiesa intitolata a Maria Addolorata, Il percorso di questa seconda manifestazione non si discosta da quello del martedì, anche se a questa tradizionalmente partecipa una folla più numerosa. Questo secondo quadro viene esposto per l’omaggio dei fedeli nella stessa cappelletta in sostituzione della prima immagine ormai rientrata nella sua sede abituale.

    IL VENERDÌ SANTO

    La vera esplosione della ritualità cristiana e la capacità ideativa del popolo siciliano trionfa tra il Venerdì Santo e la Domenica di Pasqua quando a Trapani ed Erice vengono realizzate le processioni dei Misteri e il rito della Santa Croce. Ad Alcamo sfilano per le vie il Cristo Morto e l’Addolorata; a Castelvetrano si può partecipare alla processione del Santo Sepolcro; a Mazara a quella dei Gesù Morto. Il venerdì, il sabato e la domenica, a Salaparuta vengono organizzate rappresentazioni della Passione.

    Le due processioni dei Misteri di Trapani ed Erice hanno in comune il superamento di una gestualità vivente, ancora di tipo medievale, la rappresentazione viene fissata nei gesti delle statue, realizzate da artisti locali su ispirazione di religiosi e di una iconografia consolidata, li paesaggio urbano e la folla che partecipa diventano parte di una scenografia inconsapevole.

    La Chiesa tra ii Cinquecento e il Seicento volle eliminare l’estemporaneità popolare e il legame con una degenerazione della rappresentazione dei sacro che aveva dato luogo a una serie di incongruenze narrativo-religiose.

    LA PROCESSIONE DEI MISTERI A ERICE

    La manifestazione ericina è nata nei XVIII secolo, probabilmente a imitazione di quella trapanese. I gruppi, anch’essi realizzati in legno, tela e colla, sono molto più piccoli e non sono così riccamente addobbati, segno di un artigianato più modesto e soprattutto molto meno numeroso. Le scene rappresentate sono quattro e anche in questo caso non mancano le statue del Cristo Morto e dell’Addolorata.

    La processione dei Misteri di Erice, ispirata dalla Congregazione del Purgatorio, prende l’avvio dalla chiesa di S. Orsola, che ospita i gruppi durante tutto l’anno e procede, fin dalle prime ore del pomeriggio, percorrendo le strette vie e le piazzette della cittadella medievale in una atmosfera suggestiva e pregna di emozioni.

    TRAPANI - LA DISCESA DELLA CROCE

    A una ritualità più nascosta e a un più sentito sentimento religioso si riferisce il rito che si celebra a Trapani nella chiesa di Santa Maria del Gesù; tale rito viene indicato come la Discesa della Croce, e si svolge in una chiesa priva di addobbi e di candele con la sola luce dei primo meriggio che penetra dalle alte finestre della navata centrale. Ieri i Francescani Osservanti, oggi dei fratelli laici, durante il rito staccano le braccia dalla croce e il corpo dei crocifisso viene posto in un bianco lenzuolo che la pietà popolare vuole listato a lutto. Ha inizio così la processione per le navate, l’adorazione dei Gesù, l’ascolto della parola e le preghiere. Il rito ha termine con il bacio dei fedeli ai piedi di Cristo.

    Questa funzione modesta e intrisa di autentica pietà religiosa rischia di morire perla quasi totale scomparsa a Trapani dei Francescani Osservanti che erano titolari e forse ispiratori del rito.

    LA DOMENICA DI PASQUA

    Per la Pasqua si celebrano in Sicilia le Feste dell’Aurora così dette perché si svolgevano di primo mattino ed erano ispirate daii’episodio evangelico delle tre pie donne che si recarono al sepolcro e scoprirono l’avvenuta resurrezione di Gesù. La festa, introdotta dai Carmelitani Scalzi nella seconda metà del XVII secolo, oggi viene celebrata in maniera più semplice a Mazara e Salaparuta e in modo solenne a Castelvetrano; la stessa festa veniva proposta anche in altri comuni siciliani e calabresi e prendeva il nome di "Affrontata" cioé incontro. Il simulacro del Cristo Risorto si incontra con quello della Madonna avvolta in un manto nero; al primo incontro cade il manto e Madre e Figlio si inchinano. II rito viene ripetuto tre volte, quindi, si forma la processione col Cristo innanzi e la Madre dietro e una gran folla di fedeli. Una volta era numerosa la presenza del clero e dei confrati, oggi è avversata dalla Chiesa locale che scorge in questa manifestazione soprattutto le memorie pagane della celebrazione della primavera.